Come fare un figurone parlando di… hockey su ghiaccio

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Credit: Wikipedia

Inizia oggi “Come fare un figurone parlando di…“, una rubrica a cadenza casuale in cui – attraverso le immancabili FASQ – sarà possibile ottenere in cinque minuti le nozioni base per seguire un determinato sport diverso dal calcio. Si parte con l’hockey su ghiaccio grazie al suggerimento del collega Andrea Fioravanti, che alla Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano cura invece un blog sull’Unione Europea. 

Che parole devo usare per evitare brutte figure?

La mazza non si chiama mazza, ma stecca o (soprattutto in Svizzera) bastone. La palla non è una palla ma un disco, o puck in inglese. Il campo è la pista. Porta e portiere vanno bene, anche se i termini più corretti sarebbero gabbia e goalie, diminutivo di goaltender. I difensori sono difensori, gli attaccanti si dividono in ali (due, destra e sinistra) e centro (uno). E soprattutto la pronuncia italiana /ˈ(h)ɔ.kej/ è sbagliata (ma è un errore che ormai è entrato nell’uso comune della nostra lingua), perché quella corretta anglofona sarebbe /ˈhɒki/, senza la “e”.

ðætsˈhɑːkiˈbeɪbi [Patrick Kane]

Un po’ di storia: quando e dove è nato l’hockey su ghiaccio?

Le origini sono tutt’ora molto discusse, ma una cosa è certa: l’hockey”moderno” si è iniziato a giocare sui laghi ghiacciati del Canada nella seconda metà dell’Ottocento, seppur con regole ben diverse da quelle attuali. La prima partita ufficiale di cui si ha certezza è datata 1875 a Montreal, il primo torneo 1883 nella stessa città. Ma varie province canadesi – tra cui in particolare la Nuova Scozia – rivendicano la paternità di questo sport ispirato all’hurling irlandese di origini celte.

Hockey su ghiaccio nel 1992 (Credit: Wikipedia)
Hockey su ghiaccio nel 1922 (Credit: Wikipedia)

In Europa, nel 1895 si disputò un incontro sul lago ghiacciato di Buckingham Palace a cui presero parte anche i futuri re Edoardo VII e Giorgio V. Le università di Oxford e Cambridge avevano già le loro squadre. La Federazione internazionale è stata fondata nel 1908, in Italia quell’anno alcuni membri del Circolo Pattinatori Valentino Torino si riunivano al Parco del Valentino per sfidare il Lione. Nel 1924 a Milano fu inaugurato il Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi e insieme nacque l’Hockey Club Milano.

Quali sono le regole base?

Si gioca sei contro sei – un portiere, due difensori e tre attaccanti – su tre tempi (chiamati anche periodi o drittel) da 20 minuti l’uno. Il cronometro si ferma durante le pause. In caso di pareggio, supplementari (meglio chiamarli overtime) golden gol da 5 minuti – quattro contro quattro o tre contro tre, dipende dai campionati e dai tornei – o da 20 a oltranza se c’è in palio una coppa. Dopo un ulteriore pareggio, tre shootout (rigori in movimento partendo dal centro della pista) che funzionano come nel calcio.

Credit: Wikipedia
Credit: Wikipedia

La stecca non può essere alzata oltre il livello della spalla, il disco può essere colpito con i pattini e con le mani ma è vietato segnare così, a meno che non si tratti di una deviazione involontaria. Non si può nemmeno fare gol di testa, sebbene il gesto di Andrew Shaw durante i playoff della Nhl nel 2015 sia subito entrato nella storia (ma è stato annullato).

Genio. Genio. Genio. 

E i falli?

I falli si chiamano penalità. Le più comuni sono l’ostruzione, lo sgambetto, la carica irregolare, il bastone alto, la trattenuta della stecca dell’avversario, la carica da dietro, il ritardo del gioco e i troppi uomini sul ghiaccio. Quando un giocatore incappa in una penalità, lascia la pista per un determinato lasso di tempo che va da un minimo di due minuti a un massimo di tutta la partita, saltando anche la successiva. La squadra del giocatore che commette una penalità rimane in inferiorità numerica, quattro contro cinque. Non si può restare con meno di tre giocatori, portiere escluso. La situazione di superiorità numerica si chiama powerplay ed è spesso utile per segnare un gol. La penalità termina anticipatamente in caso di rete subita.

È vero che i giocatori si possono picchiare tra loro?

Si picchiano, sì, ma le fight sono poi spesso punite con la penalità che dura per l’intera partita in tutti i campionati e tornei tranne la Nhl. Qui il discorso è un po’ diverso, perché due giocatori (gli specialisti sono detti enforcer) possono proseguire la rissa – rigorosamente senza stecche né guanti – senza essere interrotti dagli arbitri fino a che uno dei due non cade su ghiaccio ricevendo entrambi soltanto cinque minuti di penalità.

Credit: Wikipedia
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Quali eventi non posso proprio perdermi quest’anno?

La Nhl – la lega nordamericana che comprende 30 squadre, dall’anno prossimo 31 con l’ingresso di Las Vegas – è il campionato più bello, ricco, importante e professionale del mondo. Tra aprile e giugno si giocano i playoff per assegnare il titolo, la Stanley Cup. I campioni in carica sono i Pittsburgh Penguins, tra i favoriti anche quest’anno insieme a Washington Capitals, Chicago  Blackhawks e Montréal Canadiens. Ma le sorprese sono all’ordine del giorno. Poi ci sono i Mondiali, che nell’hockey su ghiaccio si svolgono ogni stagione e sono come un piccolo campionato con promozioni e retrocessioni. La “Serie A”, chiamata Top Division, si disputerà tra Colonia e Parigi tra il 5 e il 21 maggio. Ci sarà anche l’Italia, salita dopo due anni in “Serie B”, la Prima Divisione Gruppo A.

E in Italia?

Dalla scorsa estate, formalmente, non esiste più una Serie A. Otto squadre italiane, infatti, disputano l’Alps Hockey League, campionato transfrontaliero che comprende anche sette club austriaci e uno sloveno. Renon e Val Pusteria, entrambi altoatesini, guidano la classifica, ma lo scudetto verrà assegnato non alla miglior squadra italiana classificata nell’Alps Hockey League bensì al termine di una quadrangolare tra Renon, Val Pusteria, Cortina e Asiago che si svolgerà in casa di quest’ultima formazione nel prossimo fine settimana. La Coppa Italia è invece in palio tra le squadre della Serie B – la cui vittoria non garantisce automaticamente l’iscrizione all’Alps Hockey League, basta avere le disponibilità economiche per poterne fare parte – mentre il Bolzano, al momento la città con il livello di gioco più alto in Italia, milita nella Ebel che è una lega privata tra team austriaci, sloveni, ungheresi e cechi.

Chi sono i migliori giocatori di sempre e del momento?

Il più forte giocatore di hockey di sempre ha un nome, un cognome e persino un soprannome ben precisi: Wayne Gretzky, The Great One, quattro Stanley Cup tra il 1984 e il 1988 con gli Edmonton Oilers e 2857 punti in carriera in Nhl, 894 gol e 1963 assist (per ogni gol ci sono fino a un massimo di due assist, chi serve il passaggio per il tiro vincente e chi fa il passaggio all’assist). Il secondo della storia per punti è Jaromir Jagr (1895, 757+1138), che ha quasi 45 anni ma gioca ancora in Nhl. Sidney Crosby (Pittsburgh Penguins), Alexander Ovechkin (Washington Capitals) e Patrick Kane (Chicago Blackhawks) sono le stelle del momento; Connor McDavid (Edmonton Oilers), Jack Eichel (Buffalo Sabres), Patrick Laine (Winnipeg Jets) e Auston Matthews (Toronto Maple Leafs, che ha segnato quattro gol nella sua prima partita in Nhl) i campioncini del futuro di 20 anni o anche meno.

Lucio Topatigh, il Falco di Gallio, è la leggenda italiana dell’hockey su ghiaccio. Sette scudetti, oltre 1000 partite giocate e oltre 1400 punti segnati in Serie A. Dal 2014 è membro della Hall of Fame della federazione internazionale. Celebre anche oltreoceano. Leggere per credere.

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