«Qui dentro o hai coglioni o sei un coglione»

Credit: La Giornata Tipo
Credit: La Giornata Tipo

«Entrando in campo citerò ai miei compagni la famosa massima di Gianluca Basile: “Qui dentro o hai coglioni o sei un coglione”, non c’è una via di mezzo». Lo ha detto oggi, a La Gazzetta dello Sport, Stefano Mancinelli, 33 anni, ala del basket italiano. Il riferimento è al derby tra Virtus e Fortitudo Bologna, ora denominate Segafredo e Kontatto per ragioni di sponsor, che si disputerà per la prima volta dal 29 marzo 2009 domani, venerdì 6 gennaio. Duemilaottocentoquaranta giorni dopo, Bologna sarà di nuovo la Basket City d’Italia.

Perché Basket City?

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila, con l’Olimpia Milano in difficoltà, Bologna fu a lungo la capitale della pallacanestro italiana. Quindici gli scudetti della Virtus, fondata nel 1929, a cui vanno aggiunte otto Coppe Italia, una Supercoppa Italiana e 2 Euroleghe (con tanto di grande slam nel 2000-2001); due tricolori, una Coppa Italia e due Supercoppe per la Fortitudo, nata tre anni dopo e sempre sostenuta da una delle tifoserie più calde del panorama ultras nazionale, la Fossa dei Leoni.

Dalla città emiliana sono transitati fuoriclasse del basket dello scorso decennio, da Emanuel Ginobili nella Virtus dal 2000 al 2002 (l’argentino ha vinto l’oro olimpico ad Atene 2004 e quattro campionati Nba con i San Antonio Spurs) a Carlton Myers, in Fortitudo dal 1995 al 2001, oro europeo con l’Italia nel 1999 e portabandiera ai Giochi di Sydney 2000. Altri nomi, sparsi, sono quelli di Marco Belinelli (bolognese, giovanili in entrambe, due stagioni alla Virtus e quattro alla Fortitudo in A, poi primo italiano con l’anello Nba) ed Ettore Messina, tre volte coach della Virtus e due Euroleghe nel palmarès, ora ct azzurro e vice di Gregg Popovich agli Spurs.

Chi ha vinto più derby nella storia?

Quello di domani sarà il 104° derby tra Virtus e Fortitudo, per altro storico perché il primo di sempre non in Serie A bensì in A2. Ma la passione dei tifosi è rimasta immutata e i 9 mila biglietti per l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, casa Virtus, sono andati esauriti a tempo di record. Il conteggio totale vede i padroni di casa avanti 58-45. Fu virtussino anche l’ultimo, terminato 75-74 con una tripla a due secondi dalla fine di Dusan Vukcevic.

Tra le sfide indimenticabili si ricordano la semifinale di Eurolega 1999 vinta 62-57 dalla Virtus, la finale scudetto del 2000-2001 terminata con un netto 3-0 nella serie per la Kinder (Virtus) di Ginobili e quella del 1997-1998 che fu decisa solo ai supplementari di gara-5, sempre in favore della Kinder, per 86-77 dopo il celebre «tiro da quattro punti» di Sasha Danilovic.

Perché tutta questa aura magica intorno a Virtus e Fortitudo?

Se non bastassero i grandi campioni del passato, l’iconica frase di Basile (sei anni e due scudetti in Fortitudo), lo spettacolo sugli spalti e una città saggia come Bologna – non a caso soprannominata la Dotta – divisa in «guelfi e ghibellini», in aiuto c’è sempre la storia recente. Che si mescola con le viscere del capoluogo emiliano tra fondazioni, cooperative e persino un tentativo di azionariato popolare.

Dal 6 luglio 2012, infatti, la nobile Virtus è proprietà della Fondazione Virtus Pallacanestro Bologna, nata un mese prima «con un unico obiettivo: quello di tutelare e mantenere un prezioso patrimonio sportivo e culturale per Bologna e il suo territorio». Culturale, sì: la pallacanestro a Basket City è cultura. E l’anno scorso ha conosciuto l’onta della retrocessione in A2 dopo una difficile ripartenza sulle ceneri della radiazione per fallimento del 2003.

Di difficoltà ne ha avute comunque pure la proletaria Fortitudo, probabilmente anche più complesse: retrocessa in Legadue ma esclusa dalla stagione successiva per inadempienze economiche nel 2009, la Effe ripartì dai Dilettanti ma l’anno dopo subì la stessa sorte. Fu ricostituita solo nel 2013, per l’85% di proprietà del gruppo Fortitudo 2011 (con a capo l’imprenditore Giulio Romagnoli) e con l’altro 15% in mano ai tifosi – sempre follemente vicini alla squadra – uniti nella cooperativa Orgoglio Fortitudo. Nel settembre 2014 si è poi concretizzato il passaggio alla situazione attuale, grazie alla holding Fortitudo 1932 composta da sei soci.

Chi è messo meglio in classifica quest’anno?

Retrocessa dalla Serie A1, la Virtus è prima nel girone Est di A2 con 22 punti dopo 13 partite, frutto di 11 vittorie e due sconfitte. Stessa situazione per la De Longhi Treviso, erede di un’altra società storica come la Benetton, cinque scudetti tra il 1991 e il 2006. La Fortitudo, che nel 2015-2016 ha perso la finale playoff contro Brescia in gara-5, è invece quarta con 18 punti, ma ha disputato due gare in più rispetto ai cugini.

Si potrà vedere la partita in tv?

Sì: appuntamento alle 20.45 su Sky Sport 2. Bentornati a Basket City.

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